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"Inventory. The Fountains of Za’atari": inaugurazione del progetto giordano di Margherita Moscardini

Data:

08/07/2018


“Inventory. The Fountains of Za’atari” è il progetto dell’artista Margherita Moscardini, frutto del lavoro svolto all’interno del campo profughi di Za’atari in Giordania, che è il secondo campo per rifugiati più grande al mondo; il progetto è promosso dalla Fondazione “Pastificio Cerere” di Roma, in collaborazione con il collettivo diretto da Abu Tammam Al Khedeiwi Al Nabilsi e Marta Bellingreri. Nucleo centrale della mostra, curata da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione “Pastificio Cerere”, sono il libro e la scultura destinati alla collezione del MADRE (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli).

Il progetto, realizzato con il supporto in Giordania dell’Ambasciata d'Italia ad Amman nell’ambito del programma “Italia, Culture, Mediterraneo”; AICS Amman; The Khalid Shoman Foundation, Darat al Funun, Amman; UNHCR, è vincitore della prima edizione del bando Italian Council 2017, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

La mostra “Inventory. The Fountains of Za’atari” sarà inaugurata l’11 luglio 2018 alle ore 19.00 presso la Fondazione “Pastificio Cerere” di Roma e rimarrà aperta fino al 24 novembre 2018. Ci saranno inoltre numerose presentazioni del progetto che faranno seguito alla prima, che si è svolta il 15 giugno presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo, durante i giorni di inaugurazione di “Manifesta12”: Istituto Italiano di Cultura di Istanbul (settembre 2018); MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma (27 settembre 2018); Politecnico di Milano (1 ottobre 2018); Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (3 ottobre 2018, ore 19); Centre de la Photographie de Geneva, Ginevra (autunno 2018); Columbia University, New York (autunno 2018); Nando and Elsa Peretti Foundation, Barcellona (autunno/inverno 2018).

Il campo di Za’atari è stato aperto nel 2012 per accogliere profughi in fuga dalla guerra civile in Siria. Nel 2015 ha raggiunto una popolazione di 150.000 persone, diventando equivalente alla quarta città più grande della Giordania. Attualmente sono 80.000 i siriani residenti. Secondo Moscardini, “Za’atari è un osservatorio privilegiato su cui sono state investite risorse enormi e sperimentate tecnologie avanzate di servizi e impianti energetici. Finora Za’atari ci ha consentito di assistere al rapido processo di formazione di una città: in cinque anni il deserto si è trasformato prima in tendopoli e poi in città con un proprio sistema economico”.

Dal settembre 2017 Margherita Moscardini lavora nel campo osservandolo attraverso il doppio paradigma posto dalla condizione dei rifugiati che, da un lato mettono in discussione il concetto d’Europa, Nazioni Unite e stato nazione, dall’altro ci chiamano a ripensare i campi come realtà urbane. “Possono queste città - prosegue l’artista - essere concepite non più solo nel contingente dell’emergenza umanitaria, ma nel lungo termine, come sistemi virtuosi a cui si dedichino le menti migliori affinché diventino modelli giuridici, economici e sociali da esportare, forse capaci addirittura di sostituirsi al concetto di stato nazione?”.

Margherita Moscardini lavora attualmente in Giordania e in Italia. Ha ottenuto il diploma di laurea alla Accademia di Belle Arti di Bologna con tesi in Antropologia Culturale, prof. Roberto Daolio (2006); ha frequentato il XIV Advanced Course in Visual Arts, Fondazione Antonio Ratti, Como, Visiting Professor Yona Friedman (2008). Ha sviluppato i propri progetti come ospite di istituzioni tra cui: Cité Internationale des Arts, Paris, Francia (2012), Fondazione Pastificio Cerere, Roma, Italia (2012- 2013), MMCA Changdong, Seoul, Corea (2014), ISCP, New York, USA (2015). È stata fellow 2015 dell’Italian Academy for Advanced Studies in America, Columbia University, New York, USA. Il suo lavoro è stato presentato attraverso talk e lectures in: SVA, ISCP, IIC e Columbia University, NY, USA; Base progetti per l’arte, Firenze, Italia; Museo MAXXI e Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia.


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