{"id":787,"date":"2018-07-05T08:51:39","date_gmt":"2018-07-05T05:51:39","guid":{"rendered":"https:\/\/ambamman.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/07\/inventory-the-fountains-of-za-atari\/"},"modified":"2018-07-05T08:51:39","modified_gmt":"2018-07-05T05:51:39","slug":"inventory-the-fountains-of-za-atari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambamman.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/07\/inventory-the-fountains-of-za-atari\/","title":{"rendered":"&#8220;Inventory. The Fountains of Za\u2019atari&#8221;: inaugurazione del progetto giordano di Margherita Moscardini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cInventory. The Fountains of Za\u2019atari\u201d \u00e8 il progetto dell\u2019artista Margherita Moscardini, frutto del lavoro svolto all\u2019interno del campo profughi di Za\u2019atari in Giordania, che \u00e8 il secondo campo per rifugiati pi\u00f9 grande al mondo; il progetto \u00e8 promosso dalla Fondazione \u201cPastificio Cerere\u201d di Roma, in collaborazione con il collettivo diretto da Abu Tammam Al Khedeiwi Al Nabilsi e Marta Bellingreri. Nucleo centrale della mostra, curata da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione \u201cPastificio Cerere\u201d, sono il libro e la scultura destinati alla collezione del MADRE (Museo d\u2019Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il progetto, realizzato con il supporto in Giordania dell\u2019Ambasciata d&#8217;Italia ad Amman nell\u2019ambito del programma \u201cItalia, Culture, Mediterraneo\u201d<\/strong>; AICS Amman; The Khalid Shoman Foundation, Darat al Funun, Amman; UNHCR, \u00e8 vincitore della prima edizione del bando Italian Council 2017, concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo, per promuovere l\u2019arte contemporanea italiana nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra \u201cInventory. The Fountains of Za\u2019atari\u201d sar\u00e0 inaugurata l\u201911 luglio 2018 alle ore 19.00 presso la Fondazione \u201cPastificio Cerere\u201d di Roma e rimarr\u00e0 aperta fino al 24 novembre 2018<\/strong>. Ci saranno inoltre numerose presentazioni del progetto che faranno seguito alla prima, che si \u00e8 svolta il 15 giugno presso la Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo, durante i giorni di inaugurazione di \u201cManifesta12\u201d: Istituto Italiano di Cultura di Istanbul (settembre 2018); MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma (27 settembre 2018); Politecnico di Milano (1 ottobre 2018); Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (3 ottobre 2018, ore 19); Centre de la Photographie de Geneva, Ginevra (autunno 2018); Columbia University, New York (autunno 2018); Nando and Elsa Peretti Foundation, Barcellona (autunno\/inverno 2018).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il campo di Za\u2019atari \u00e8 stato aperto nel 2012 per accogliere profughi in fuga dalla guerra civile in Siria. Nel 2015 ha raggiunto una popolazione di 150.000 persone, diventando equivalente alla quarta citt\u00e0 pi\u00f9 grande della Giordania. Attualmente sono 80.000 i siriani residenti. Secondo Moscardini, \u201cZa\u2019atari \u00e8 un osservatorio privilegiato su cui sono state investite risorse enormi e sperimentate tecnologie avanzate di servizi e impianti energetici. Finora Za\u2019atari ci ha consentito di assistere al rapido processo di formazione di una citt\u00e0: in cinque anni il deserto si \u00e8 trasformato prima in tendopoli e poi in citt\u00e0 con un proprio sistema economico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal settembre 2017 Margherita Moscardini lavora nel campo osservandolo attraverso il doppio paradigma posto dalla condizione dei rifugiati che, da un lato mettono in discussione il concetto d\u2019Europa, Nazioni Unite e stato nazione, dall\u2019altro ci chiamano a ripensare i campi come realt\u00e0 urbane. \u201cPossono queste citt\u00e0 &#8211; prosegue l\u2019artista &#8211; essere concepite non pi\u00f9 solo nel contingente dell\u2019emergenza umanitaria, ma nel lungo termine, come sistemi virtuosi a cui si dedichino le menti migliori affinch\u00e9 diventino modelli giuridici, economici e sociali da esportare, forse capaci addirittura di sostituirsi al concetto di stato nazione?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Margherita Moscardini lavora attualmente in Giordania e in Italia. Ha ottenuto il diploma di laurea alla Accademia di Belle Arti di Bologna con tesi in Antropologia Culturale, prof. Roberto Daolio (2006); ha frequentato il XIV Advanced Course in Visual Arts, Fondazione Antonio Ratti, Como, Visiting Professor Yona Friedman (2008). Ha sviluppato i propri progetti come ospite di istituzioni tra cui: Cit\u00e9 Internationale des Arts, Paris, Francia (2012), Fondazione Pastificio Cerere, Roma, Italia (2012- 2013), MMCA Changdong, Seoul, Corea (2014), ISCP, New York, USA (2015). \u00c8 stata fellow 2015 dell\u2019Italian Academy for Advanced Studies in America, Columbia University, New York, USA. Il suo lavoro \u00e8 stato presentato attraverso <em>talk<\/em> e <em>lectures<\/em> in: SVA, ISCP, IIC e Columbia University, NY, USA; Base progetti per l\u2019arte, Firenze, Italia; Museo MAXXI e Palazzo delle Esposizioni, Roma, Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cInventory. 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